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Cari amici,
Mi chiamo Luca Ros: ho 20 anni e sono candidato al consiglio regionale per l’Unione di Centro nel collegio di Treviso e provincia.
Siamo tutti d’accordo che la politica italiana non concede abbastanza spazio ai giovani. Ciò accade in parte perché veniamo tenuti lontani da un mondo spesso chiuso in sé stesso, in parte perché noi per primi ce ne teniamo a debita distanza in quanto percepiamo la politica come una realtà sporca, e intricata. Non abbiamo torto. D’altra parte se se non siamo noi giovani a proporci come alternativa, mettendoci in gioco in prima persona, le cose non cambieranno mai. Perciò l’opportunità che mi è stata offerta di candidarmi mi dà la speranza che questo possa cambiare, mi fa credere che sia possibile una politica nuova e diversa.
Faccio parte di una generazione che non ha dovuto combattere guerre. Che non ha vissuto sulla propria pelle i drammi dei regimi e le contrapposizioni ideologiche che hanno caratterizzato il XX secolo. Sono nato, appunto, l’anno dopo della caduta del Muro di Berlino, l’evento che ha portato al definitivo tramonto delle ideologie.
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Alle persone che mi chiedono perché credo nell’Unione di Centro, rispondo che secondo me, oggi, in Italia, essere di sinistra o di destra non ha più il significato di una volta. Mi sembra che l’unica vera differenza, oggi, sia diventata l’essere pro o contro Berlusconi; ormai programmi e valori sono passati in secondo piano. Infatti se da una parte c’è un partito costruito intorno ad una persona e che pare occuparsi solo di tutelarla, dall’altra c’è un’opposizione che sembra trarre unità solo dall’essere contro Berlusconi, ma che non risulta credibile come alternativa di governo.
Io voglio pensare ai programmi, alle persone e ai loro problemi veri, ai valori che dovrebbero esserci in uno Stato. Se non ci piace quel che c’è, non ci si può limitare a lamentarsi: bisogna costruire un progetto diverso, un progetto alternativo, serio e realizzabile.
Ci troviamo dunque di fronte ad una logica di bipolarismo forzato, creata da Pdl e Pd, da cui stanno traendo vantaggio solo gli alleati estremi, l’Italia dei Valori di Di Pietro e la Lega di Bossi, che invece che affrontare i problemi, mirano a colpire la gente nelle sue paure con slogan facili, senza poi concretizzare alcun beneficio. E intanto il Paese va sempre peggio.
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Ad esempio, mi chiedo che cosa si stia facendo per i giovani, per le famiglie, per i lavoratori precari o cassaintegrati. Si sta facendo qualcosa? Si sta facendo abbastanza? Si può fare meglio? Parliamone!
Io sono un Veneto e vivo in Provincia di Treviso: qui la Lega gode di un consenso fenomenale. E’ amata perché sa parlare alla gente in modo semplice e diretto. Ma è contraddittoria: si comporta come se fosse all’opposizione qui e sta al governo a Roma. E dopo un decennio di governi della Lega, non abbiamo visto i miglioramenti promessi. Parlano infatti di Roma ladrona, ma poi gli enti pubblici gestiti dalla Lega costano ogni anno di più. Parlano di sicurezza, ma poi tagliano fondi, persona e risorse alle Forze dell’Ordine. Parlano di Federalismo, ma poi risanano i debiti fallimentari dei grandi Comuni del Sud e danno carta bianca per spendere e spandere al Comune di Roma.
Io voglio credere che sia possibile una politica diversa. Più ragionata, ma più vera e concreta.
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E per una politica diversa e nuova, i partiti devono puntare su persone diverse e nuove, capaci di incarnare in prima persona il rinnovamento del Veneto, precluso ad una classe politica che ha già fatto la sua parte! Io credo che il ricambio generazionale di cui tutti sentiamo il bisogno parta da voi elettori, con le scelte che fate votando.
Puntare sui giovani non è uno slogan: è una garanzia per l’Italia di domani. Oggi assistiamo a tagli sempre più pesanti all’istruzione. Alla fuga all’estero dei migliori giovani, alla ricerca di opportunità di lavoro che meriterebbero qui. Alla difficoltà di chi rimane di trovare un contratto serio che gli permetta di costruire un’esistenza serena, comprando casa e magari mettendo su famiglia. Tutti bisogni che le generazioni prima di noi sono riuscite, pur con sacrifici e impegno, a soddisfare.
Soltanto insieme, giovani e meno giovani, possiamo gettare le basi per il futuro dell’Italia. Un futuro fatto di scommesse e di riforme, alcune di più immediata realizzazione, altre meno ma tutte necessarie: nel campo della scuola, dell’università e della ricerca, nel campo del lavoro, delle coppie e delle famiglie, nel campo dell’energia pulita, Oggi l’emergenza più incalzante, anche a livello regionale, è tagliare gli sprechi generati dalla cattiva politica e sostenere chi ha perso il posto di lavoro o chi il lavoro proprio non ce l’ha (ormai un esercito di oltre 250.000 in Veneto).
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In queste righe ho cercato di spiegarvi qual è il Veneto che un giovane come me ha in mente: una Regione moderna che sappia valorizzare le proprie risorse e che punti sul futuro.
Ho sempre ritenuto che il compito del politico fosse comparabile a quello del manager: entrambi devono trasformare sogni in progetti per realizzarli. Il sogno della gente, che è anche il mio, è di poter sperare nel futuro, da vivere in pienezza nel proprio Paese: io voglio trasformare questo sogno in un progetto e realizzarlo. Voglio che il Veneto diventi una Regione dove ognuno (e i giovani in particolare) sappia che avrà la possibilità di realizzare al meglio se stesso.
Chiedo anche a voi di condividere le mie speranze e puntare sul futuro. E’ ora di dare SPAZIO AI GIOVANI!
Luca Ros
Candidato consigliere regionale dell’Unione di Centro nel collegio di Treviso e provincia
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